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Quando la relazione è sana?

Di solito quando si parla  di violenza sulle donne si parte dall’evidenziare le caratteristiche delle relazioni violente. Ed è giusto che le donne sappiano da quali segnali possono riconoscere se il rapporto che vivono è pericoloso, se lo può diventare nel tempo o, se al contrario, è sano. Infatti, spesso le donne non riconoscono l’importanza di alcuni comportamenti o vogliono negare anche a se stesse che determinate azioni hanno una chiara valenza negativa.

Ma per una volta voglio accendere i riflettori anche sulle relazioni sane. Per dare modo a tutti di riflettere sulle proprie relazioni di coppia e di individuare gli aspetti che possono essere migliorati. Ed anche per sapere verso quali tipo di legami dobbiamo indirizzare i nostri figli.

Uguaglianza e cura

La prima caratteristica che deve avere una relazione sana può apparire scontata, ma purtroppo è proprio  la prima che viene a mancare quando c’è violenza: la base di un rapporto di coppia deve consistere nel riconoscere l’altro come profondamente uguale a sé, quindi non un essere inferiore, da possedere, gestire o manipolare. Ciò significa che l’altro ha il mio stesso valore, la mia stessa dignità e i miei stessi diritti.

Nel momento in cui riconosco la persona che mi sta davanti come un altro me diventa naturale prendermene cura, perché sento di essere responsabile per lei e sono portata a difenderne l’unicità, anche laddove si configura come debolezza.

Per essere psicologicamente sana, però, questa cura non deve trasformare il rapporto in una simbiosi. Ciò vuol dire che i partner devono prendersi cura l’uno dell’altro reciprocamente: capiteranno situazioni in cui sarò io ad avere atteggiamenti di cura nei confronti del mio partner quando questo ne dovesse avere bisogno, mentre in altre situazioni avverrà il contrario. Questa è la normalità. Se la cura fosse a senso unico e andasse univocamente solo in direzione di uno dei due partner, allora ci sarebbe una simbiosi perché quel partner non sarebbe in grado di muoversi autonomamente nel mondo (o almeno per alcune cose).

Se riesco a vivere il rapporto di coppia all’insegna dell’uguaglianza, della responsabilità e della cura reciproca, allora sarò in una relazione paritaria.

Il rispetto

Purtroppo la nostra società non educa all’uguaglianza e alla cura dell’altro, perché è infarcita dell’idea che ad avere la meglio è sempre il più forte, colui che non si preoccupa per gli altri, specie se più deboli, ma al contrario se ne serve qualora fosse necessario, anche solo per divertimento personale. Invece basterebbe educare al rispetto per gli altri per evitare qualsiasi fenomeno di violenza: dal bullismo al razzismo, dall’omofobia alla violenza di genere ed in generale ogni relazione che presupponga una persona in posizione di dominio e una persona sottomessa e privata della sua dignità.

Secondo l’enciclopedia Treccani, il rispetto è un «sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno, e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli».

Una relazione sana, salda e bella non può fare a meno del rispetto, che potrebbe essere declinato nella cosiddetta «regola d’oro»: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a sé e fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Il che significa insegnare a vedere che l’altro è uguale a sé, ha pari diritti, ma soprattutto pari valore e pari dignità, motivo per cui non è giusto umiliarlo, maltrattarlo, ferirlo…

Le caratteristiche delle relazioni rispettose

Se questo vale per tutte le relazioni, nello specifico delle relazioni di coppia, il rispetto si declina con caratteristiche peculiari che coinvolgono entrambi i partner.

  • Ogni partner deve possedere conoscenza e consapevolezza di se stesso, delle proprie caratteristiche, dei propri punti di forza e dei propri limiti. Ciò lo rende capace di stare in contatto con se stessi, avere una chiara ed autentica visione di sé, ed è il passo preliminare per poter entrare in un contatto autentico con l’altro.
  • Ognuno deve essere capace di accettare se stesso come essere unico. Se mi riconosco come persona speciale perché unica, anche se con difetti e limiti, è molto più facile che io pretenda lo stesso dagli altri e non accetti comportamenti irrispettosi.
  • I due partner hanno il dovere di conoscere ed accettare l’altro per quello che è, con i suoi aspetti positivi e i suoi limiti, come essere umano che ha il proprio stesso valore. Quando lo conosco nella sua essenza, posso dare all’altro la certezza di essere amato per ciò che è autenticamente, senza bisogno che cambi o nasconda qualche parte di sé.
  • Ciascuno deve avere e mostrare rispetto nei confronti propri ed altrui, rispetto dell’unicità che ciascuno rappresenta, evitando di credere a stereotipi e pregiudizi che non possono rappresentare la totalità di qualsiasi persona.
  • Nella coppia ogni partner deve possedere la capacità di riconoscere le proprie emozioni, i propri sentimenti e i propri pensieri, senza nasconderli all’altro per timore o vergogna (e ciò è possibile se regna l’accettazione di cui detto sopra). Dal contatto con le proprie emozioni, i propri sentimenti e i propri pensieri, nasce la capacità di scegliere comportamenti adeguati a livello personale e di coppia, comportamenti che non siano guidati solo dalle pulsioni di un momento.
  • I due partner devono salvaguardare le reciproche autonomie e la libertà individuale: non è pensabile che uno gestisca la vita dell’altro oppure che gestisca tutti i soldi della famiglia. Ciascuno ha diritto ad avere degli spazi di autonomia e libertà in cui decidere cosa fare.
  • La coppia deve potersi reggere sulla capacità di comunicare in modo chiaro e aperto, senza paura di mostrarsi per quel che si è e accettando l’altro per quello che è.
  • Affinché quanto detto sopra possa avvenire, la libertà di espressione nella coppia deve essere sempre protetta da entrambi i partner. Questo vuol dire saper accettare anche le comunicazioni che possono ferire o mettere in discussione il proprio modo di essere/agire/comunicare, lasciandosi mettere in discussione ed essendo pronti a cambiare.

Condivisione 

Un elemento fondamentale per una relazione di coppia sana è la condivisione: vivere insieme e condividere emozioni e sentimenti, valori, attività, interessi, passioni, momenti di svago…

La condivisione funge da nutrimento della relazione, per questo è importantissimo che i partner abbiamo modo di fare qualcosa insieme, di dedicarsi del tempo in cui le attenzioni siano tutte per la coppia (evitando di parlare di figli, casa, lavoro, problemi…), di guardarsi negli occhi, aprirsi il cuore, tenersi per mano. Condividere è esserci l’uno per l’altra. Non c’è nulla di più importante!

Allo stesso tempo, però, non bisogna cedere alla tentazione di fare sempre tutto insieme: ognuno deve poter mantenere spazi di crescita personale, dedicando parte del proprio tempo a qualcosa che lo nutra anche individualmente. E questo renderà poi più bello ritrovarsi con partner, perché si sarà entrambi più ricchi.

Reciprocità

Vivere una relazione che possegga simili requisiti vuol dire darsi la possibilità di crescere e farlo insieme. Per riuscire in questo compito non facile, bisogna avere ben chiaro che uomini e donne hanno caratteristiche che li rendono diversi (a livello fisico e mentale, di carattere e di comportamento) ed allo stesso tempo complementari. Ma non possiamo pensare alla complementarietà tra uomo e donna nel senso che la donna serve a completare l’uomo e viceversa, in una dipendenza patologica e simbiotica.

Per questo motivo la complementarietà deve saper divenire reciprocità. Ciò vuol dire che la relazione deve riuscire a mettere in rapporto due persone intere e complete che si arricchiscono reciprocamente ed insieme crescono all’interno del loro rapporto.

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Quella che ho descritto è una relazione ottimale ed è difficile che una coppia riesca a vivere tutti questi punti in modo ottimale. Ma quando le mancanze sono molteplici, costanti e irrecuperabili allora sta suonando un forte campanello d’allarme a cui è bene dare ascolto. Se ritieni che sia questo il tuo caso puoi chiedermi aiuto da sola/o per una consulenza individuale oppure insieme al tuo partner per una consulenza di coppia.

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Per approfondire ulteriormente le caratteristiche di una relazione sana puoi leggere anche i miei due articoli Dare colore alle relazioni e Dare colore alle relazioni – seconda parte.

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