Crescita e benessere personale

Comunico ergo sum

Partiamo da un presupposto: per gli esseri umani è impossibile non comunicare. 

Comunicare, infatti, non vuol dire esclusivamente usare le parole (pronunciate o scritte) per inviare un messaggio o trasmettere un’informazione ad un’altra persona. Come ben sa chi ha un bimbo piccolissimo, la comunicazione verbale è affiancata, anzi preceduta dalla comunicazione non verbale: lo sguardo, i gesti, il pianto, l’aspetto fisico, l’abbigliamento, la postura del corpo, la distanza interpersonale, la mimica facciale, l’orientamento nello spazio… tutto di noi comunica!

Persino il nostro silenzio parla!

Comunicare è relazione

La comunicazione è contenuto che si vuole far giungere agli altri, ma è anche e soprattutto relazione tra le persone che comunicano. E gli esseri umani sono per natura esseri relazionali, per cui quale che sia il modo in cui viviamo il rapporto con gli altri, già solo ponendoci in relazione (o escludendoci da essa) comunichiamo qualcosa di noi.

Probabilmente è proprio questo il motivo per cui molte persone fanno fatica a sostenere il contatto con gli altri, vivendolo quasi come se fosse un tormento. Non riescono ad esprimere chiaramente i loro pensieri, si sentono continuamente fraintese o hanno paura di esserlo se provano a dire ciò che pensano, temono le reazioni altrui se dovessero manifestare un dissenso, si sentono inibite a causa dell’emotività… Credono di non saper comunicare, ma la difficoltà più profonda è di tipo relazionale: è stare in rapporto con l’altro che crea problemi. Problemi che vengono a galla quando si tratta di mettersi davanti a qualcuno per parlare, che sia parlare di sé o di qualsiasi altro argomento.

Ma questo è anche il motivo per cui funziona la terapia basata sul linguaggio: nella comunicazione intima ed autentica che si instaura nel percorso terapeutico è possibile comprendere l’origine e modificare in meglio il proprio modo di stare in relazione (con sé e con gli altri).

Le funzioni della comunicazione

Logicamente nei diversi tipi di relazione in cui ci si può venire a trovare si vivranno tipi di comunicazione diversa (ad esempio più o meno formale). Ma non solo. Il tipo di relazione influenzerà anche il contenuto trasmesso: una stessa parola in contesti relazionali diversi avrà definizione e significato diverso. Inoltre in contesti relazionali diversi la funzione della comunicazione sarà differente, perché molte sono le funzioni che essa può avere:

  • funzione strumentale: permette di ottenere ciò che è necessario per soddisfare esigenze e bisogni;
  • funzione di controllo: serve per indurre gli altri ad agire secondo precise indicazioni;
  • funzione informativa: è alla base della conoscenza: tutto ciò che noi sappiamo è condizionato dal passaggio continuo di informazioni tra noi e il sistema sociale e viceversa;
  •  funzione espressiva: ci permette di definire noi stessi, il nostro essere, le nostre relazioni, il nostro ruolo nel contesto a noi legato, manifestare sentimenti ed emozioni, dichiarare idee e pensieri, dare di sé stessi l’immagine che si desidera;
  • funzione di contatto sociale: ciascuno di noi ha bisogno di creare dei legami  con altri esseri umani per comunicare, condividere, partecipare, o solo per il gusto di stare insieme, di superare l’isolamento e la solitudine;
  • funzione di alleviamento dall’ansia: la comunicazione con gli altri diventa maggiormente forte quando ci troviamo in situazioni particolarmente ansiogene, in questi casi, il contenuto del messaggio diventa irrilevante rispetto comunicazione che assume come funzione prioritaria l’alleviamento dell’ansia;
  • funzione di stimolazione: permette di ricevere stimoli dall’esterno, di appagare la propria curiosità, di vivere esperienze nuove, bisogni vitali per l’uomo;
  • funzione legata al ruolo: spesso la comunicazione è semplicemente espressione di qualcosa che gli altri si aspettano da noi per ciò che siamo e ciò che rappresentiamo. Spesso bisogna comportarsi in base alle aspettative degli altri più che in virtù dei propri bisogni reali di quel momento.

Saper comunicare bene, allora, diventa fondamentale per saper “sfruttare” a proprio vantaggio tutte le funzioni della comunicazione ed evitare di venirsi a trovare in situazioni indesiderate.

Imparare a comunicare

Da qui il desiderio di molte persone di voler migliorare il loro modo di comunicare con gli altri, perché stanche di non essere comprese o di aver la sensazione di non comprendere i propri interlocutori. O perché non riescono a farsi ascoltare e rispettare.

Le difficoltà nella comunicazione sono spesso dovute al linguaggio usato: quando non è chiaro ed univoco, il messaggio in entrata o in uscita risulta troppo generalizzato, ambiguo, distorto, non oggettivo oppure poco esplicativo. Altre volte i problemi comunicativi sono legati al mondo delle emozioni: può succedere che esse non siano ben espresse, rendendo meno chiaro tutto il discorso, magari a causa del fatto che sono poco chiare anche per chi le sta sperimentando. Un’altra difficoltà può avere origine nell’incapacità di essere assertivi, ossia di esprimere le proprie opinioni e le proprie emozioni, di far rispettare le proprie idee e convinzioni, rispettando, contemporaneamente, quelle degli altri (per maggiori informazioni sull’assertività, vedi qui).

Molto spesso però il primo aspetto su cui è bene focalizzarsi per migliorare la propria capacità comunicativa è l’ascolto. Se non impariamo ad ascoltare attentamente ed empaticamente chi ci sta difronte, difficilmente riusciremo ad avere un dialogo costruttivo e proficuo. Ascoltare significa prestare attenzione alle parole dell’altro, ma anche a tutta la gamma di gesti, comportamenti ed espressioni fisiche che rientrano nel linguaggio non verbale: solo cogliendo tutti questi aspetti della comunicazione potremo dire di aver compreso realmente una persona.

E farlo vorrà dire anche evitare di giudicare quanto ci viene detto ed astenersi dalla tendenza a far combaciare le parole altrui con la nostra visione del mondo. Il che in altri termini significa avere la mente libera dai pregiudizi ed essere pronti ad ampliare la propria visuale ad ogni nuovo incontro o dialogo.

Solo dopo aver migliorato la propria capacità di ascoltare, ci si potrà allenare ad usare un linguaggio più adeguato e più adatto ad esprimere chiaramente il proprio pensiero e le proprie emozioni.

Se pensi di aver bisogno di migliorare sia la capacitò di ascolto, sia quella di comunicare, ti posso aiutare con il mio manuale L’arte di comunicare. Capire e farsi capire: 11 unità in cui troverai spiegazioni teoriche seguite da esercizi pratici che ti daranno modo di metterti alla prova in maniera simpatica, ma anche di approfondire alcuni aspetti importanti del tuo mondo interiore. Lo scopo è aiutarti a comunicare meglio per vivere relazioni sociali più soddisfacenti.

“Imparare” le relazioni

Dal momento che la comunicazione è la base e il nutrimento delle relazioni, con le brevi “lezioni” del mio manuale non mi limito ad insegnare come usare un linguaggio più efficace. Il primo aspetto su cui invito a riflettere, infatti, è proprio il modo in cui si sta in relazione con se stessi e con l’altro, perché spesso è appunto nella maniera in cui ci poniamo nelle relazioni che nasce la difficoltà nel comunicare. E a volte le difficoltà non sono poche perché le relazioni sono vissute come un problema.

L’origine del modo in cui ciascuno “abita” le relazioni sociali è a volte antica e profonda, tanto da richiedere un confronto specifico con un professionista. Se è il tuo caso puoi rivolgerti a me, sarò felice di aiutarti a prendere consapevolezza di queste origini e di accompagnarti verso il cambiamento che desideri.

Altre volte però può essere sufficiente un input più semplice per guardarsi e comprendere cosa va cambiato. Nel manuale L’arte di comunicare. Capire e farsi capire cerco di dare anche questo input, per aiutarti a verificare il tuo modo di stare nel rapporto, di porti nei confronti dell’altro e di accettare l’altro per ciò che è.

Comunicare è la nostra vita, comunicare serenamente ed efficacemente rende la vita più bella e le relazioni più soddisfacenti! Sono due poli che si rinforzano a vicenda: curarne uno significa curare anche l’altro!

E allora buone relazioni e buona comunicazione!

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