#femminismopedagogico

Il valore della sorellanza

Ho già avuto modo di parlare negli scorsi mesi di due delle protagoniste femminili della saga di Harry Potter, Hermione Granger e Ginny Weasley. Entrambe sono figure di primo piano e di grande spessore per la capacità di credere nel proprio valore nonostante tutto, per il loro essere donne complete, per l’empatia e la resilienza che mostrano… insomma, come ho già detto sono senza dubbio dei modelli letterari che come donne reali possiamo scegliere di imitare.

Ma oltre ad imitarle individualmente, credo che sia da prendere ad esempio anche il rapporto che riescono ad instaurare nel corso del tempo, un rapporto di solidarietà che possiamo definire di vera e propria sorellanza.

Diverse ma mai nemiche

Se c’è una cosa che va subito detta è che Hermione e Ginny sono diversissime: incarnano due modalità di essere donna quasi alternative, per quanto le accomuni l’autenticità con cui si muovono nel mondo e la capacità di essere attente a chi si muove attorno a loro.

Hermione vive circondata di libri, è una ragazza intelligentissima, la migliore del suo anno a Hogwarts nonostante sia di origine babbana e abbia quindi tantissimo da recuperare in termini di conoscenze sul mondo magico. Ginny è più sportiva e anche più “popolare” tra i ragazzi, non che questo le impedisca di studiare (non sappiamo come vada a scuola), ma di certo le permette di avere anche altri interessi.

Le due ragazze hanno caratteri abbastanza diversi, entrambi forti, e in qualche occasione la Rowling ci lascia intravedere come questo crei delle divergenze di opinione. Eppure non ci sono screzi evidenti tra loro: Ginny dice chiaramente a Hermione che è esagerata in alcune situazioni, ma non arriva a litigare per imporre una visione diversa, la loro amicizia resta inalterata. Nessuna vuole prevalere sull’altra, nessuna cerca di adombrare l’altra: sanno coesistere e coabitare in uno spazio che dà ad entrambe modo di esprimersi e di realizzare le proprie caratteristiche personali.

In realtà della loro amicizia si vede davvero poco nei libri: dal momento che la saga narra le vicende dal punto di vista di Harry, non sappiamo cosa succede dove lui non è presente. Eppure ne sentiamo gli effetti soprattutto nelle parole di Ginny: è lei, infatti, a parlare a Ron e Harry del rapporto tra Hermione e Viktor Krum, rendendo evidente che le due amiche si sono confidate sul tema, così come è lei a raccontare a Harry dei suggerimenti che Hermione le ha dato sempre in campo affettivo quando lei era talmente presa dallo stesso Harry da non riuscire a parlare in sua presenza.

Quindi non le vediamo mai insieme, ma sappiamo che trascorrono tempo insieme e parlano di quelle che sono le cose più profonde che si vivono ad una certa età. E da quello che dice Ginny possiamo immaginare come questo dialogo sia caratterizzato da un sostegno reciproco, da una solidarietà che può tranquillamente assumere il nome di sorellanza.

amiche in riva al mare

Particolari che fanno la differenza

Mi ha sempre affascinato questo legame tra Ginny e Hermione, forse proprio perché poco evidente, forse perché i suoi frutti sono al contrario molto evidenti. Più probabilmente perché si costruisce tra due donne forti, due tipi di donne che facilmente la nostra società tenderebbe a mettere l’una contro l’altra alla conquista del ruolo di protagonista assoluta: il fatto che loro non si pongano come rivali, bensì come alleate, mi pare il primo motivo per cui dovremmo imitarle!

Posso essere una donna completa, sicura del fatto mio e capace di raggiungere risultati importanti senza per questo sminuire altre donne. Di più: posso collaborare con altre donne per arrivare ai miei obiettivi, posso insieme a loro conquistare traguardi comuni, senza sentirmi meno valida o far sentire le altre meno valide. Non ha senso essere nemiche in un mondo che già normalmente rende la vita delle donne più difficile, è molto meglio allearci, anche se tutto rema contro questa alleanza (che logicamente fa paura al sistema patriarcale)

Un secondo motivo altrettanto importante per imitare le due giovani streghe è che sono diverse, si riconoscono tali e non cercano di assomigliarsi: si concedono la libertà di essere autentiche, non si lasciando ingannare dall’idea che bisogna essere uguali per andare d’accordo. Addirittura si dicono chiaramente quando la pensano in modo diverso e si rispettano in questa diversità, senza giudicarsi migliori o peggiori dell’altra solo perché incarnano due modi distinti di essere donne.

Credo che anche nel mondo reale sia importante renderci conto che non esiste un unico modo di essere donna e che nessun modo è migliore dell’altro, a patto che ci permetta di essere autenticamente noi stesse e che non ci porti a svalutare nulla di ciò che siamo. E se un’altra donna vive la sua femminilità in un modo differente rispetto al mio non significa che non possiamo essere amiche o che non possiamo sostenerci a vicenda anche senza essere amiche. Potrei persino imparare qualcosa da lei! Del resto solo la diversità mi apre gli occhi su aspetti della realtà che non ho mai considerato prima.

Il terzo motivo per amare e rendere ad esempio Ginny e Hermione è che si sanno sostenere, ci sono l’una per l’altra, ma non in modo morboso o falso. Non vediamo smancerie, abbracci e baci inutili, così come non le immaginiamo sempre pronte a “ficcanasare” nelle faccende l’una dell’altra, tutt’altro: sono rispettose, pur avendo confidenza, e sanno dirsi le cose in faccia in modo chiaro se occorre. Ma se una ha bisogno di una spalla, l’altra c’è.

Questa solidarietà che sostiene nel concreto e non con atteggiamenti esagerati e falsati è a mio parere bellissima, è la vera sorellanza. Perché non abbiamo bisogno di parole quanto di fatti: sentirsi anche tutti i giorni per scambiarsi frasi fatte non vale quanto una presenza concreta quando ce n’è bisogno. Ed è di presenze di questo tipo che abbiamo bisogno, non certo di un sostegno vago e virtuale (per quanto ciò non significhi che sia sbagliato esprimere anche in altri modi il proprio affetto).

Alleate e sorelle

Nella mia personale esperienza diventa difficile vivere la sorellanza solo se ci sono invidie o gelosie, più o meno latenti, se non si è pronte ad accettare il successo di un’altra donna, se riconoscere che una amica o una collega è in gamba viene identificato con lo sminuire se stesse.

Ma per fortuna so che le cose non stanno sempre così, che è possibile ammirare le capacità di un’altra donne senza sentirsene minacciate. Lo sperimento in prima persona in alcuni rapporti, in cui è proprio dal mettere insieme i talenti e le caratteristiche migliori di ciascuna che nasce la forza di progetti tutti al femminile. Quando ci vogliono far credere, invece, che questo sia impossibile e che due donne in una stessa stanza finiranno prima o poi per farsi la guerra è il patriarcato che entra in azione. Perché quella delle donne nemiche delle donne è un’immagine stereotipata, creata ad arte per dissuaderci dall’allearci con le nostre sorelle, una bugia che però fa comodo a chi per millenni ha cercato di tenere le donne sotto scacco, temendo proprio che potessero cominciare a “fare fronte comune”.

E fondamentalmente Ginny e Hermione ci fanno vedere proprio questo, che è possibile un’amicizia tra donne in cui ognuna ha il proprio spazio e rispetta quello dell’altra, in cui si può coabitare senza pestarsi i piedi e senza sentire il bisogno di primeggiare l’una sull’altra. Ci dicono che le donne non sempre sono delle nemiche, ancora meglio: che possiamo fare in modo che non sia così, se lo vogliamo. E che possiamo essere sorelle, pronte a sostenerci, anche quando la battaglia dell’altra non è la nostra, perché solo insieme possiamo vincerle tutte.

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