Vita di coppia

Un amore oltre il pregiudizio

Capita, quando si è fortemente insicuri di sé, di non sentirsi all’altezza della persona amata o, più in generale, di non sentirsi amabili, di pensare di non meritare l’amore di una persona speciale o di non essere in grado di “attirarlo”. E dal momento che di amore abbiamo tutti bisogno, un simile pensiero è davvero pesante, perché rappresenta una sorta di condanna. Ma per fortuna, è proprio nell’amore – quando è autentico e sincero – che diventa possibile trovare una visione alternativa di sé, a patto di imparare a guardarsi con lo sguardo di chi vede e ama oltre le apparenze.

Dalle stalle alle stelle

Si può arrivare ad avere un’opinione di sé molto bassa attraverso diversi itinerari di vita e per ragioni molto varie, ma di certo una simile convinzione non prende forma da sola e senza alcuna base. Il che vuol dire che l’elemento unificante nelle storie di chi la possiede è l’aver fatto esperienza di persone attorno a sé che gli hanno – più o meno esplicitamente – detto che non ha i “requisiti” per essere amato profondamente, che in qualche modo non è “abbastanza” per gli altri.

Può succedere a chi ha disabilità fisiche, a chi non rientra in precisi canoni estetici, ma anche a chi ha determinate caratteristiche mentali, ha vissuto esperienze traumatiche o viene da ambienti disagiati… in altre parole di solito (anche se non esclusivamente) succede a chi è vittima di pregiudizi e stereotipi, che non fanno guardare alla singola persona, alla sua unicità e complessità, ma si limitano a ragionare su casi estremi e molto generali. L’impatto che tali pregiudizi hanno su chi li subisce chiaramente varia sulla base di tanti fattori che entrano in gioco nella vita di ciascuno, ma può essere drammatico quando quella persona arriva a sentirsi in qualche modo relegata ad una vita di solitudine. Ed è ancor più drammatico se tra i suoi sogni vi è l’aspirazione a vivere un’amore di coppia.

In casi estremi può succedere che chi si sente condannato alla solitudine si auto-escluda da rapporti che potrebbero nutrirlo di amore, ma più frequentemente capita che queste persone sentano in qualche modo di doversi “meritare” l’amore altrui, per cui si mettono quasi al servizio del partner per dimostrare che “vale la pena” stare con loro, quasi come se si sentissero in dovere di ripagare l’amore che ricevono. Dal momento che si sentono inadeguati, insufficienti, e quindi sbagliati, si “danno da fare” per non perdere le persone che si avvicinano a loro, il più delle volte mettendosi quasi al loro servizio oppure accettando all’interno della relazione situazioni e condizioni obiettivamente ingiuste. Per assurdo in tal modo queste persone vanno a rinforzare l’idea che già hanno di sé e non vivono l’opportunità di lasciarsi cambiare da uno sguardo d’amore sincero, anche perché di solito corrono il forte rischio di legarsi a chi sa “sfruttare” la loro fragilità a proprio vantaggio.

Eppure per fortuna non sempre le cose vanno così male! Può succedere – e succede – che chi ha una bassa stima di sé o è vittima di pregiudizi incontri una persona in grado di andare oltre le apparenze, in grado di scoprire i tesori che nasconde e, soprattutto, in grado di mostrarglieli. E per quando all’inizio possa essere difficile per queste persone credere di “essere belle”, l’amore autentico, gratuito e sincero ha il potere di aiutarle a cambiare l’idea di sé. In tal modo, come in una relazione non sana ha preso piede un’immagine di sé parziale e negativa, in una relazione sana può prendere forma un’immagine di sé più completa, in cui innegabili “difetti” hanno modo di dialogare con le qualità positive che senza dubbio sono presenti.

In questo riconoscimento completo, profondo ed incondizionato non solo trova risposta il nostro bisogno di essere visti dall’altro nella nostra totalità, ma trova risposta anche il bisogno di sentirci amati per quello che siamo, così come siamo.

Ed è questo il tipo di amore che deve unire le coppie. Il che non vuol dire pensare che il proprio partner sia perfetto, ma non fermarsi a guardare e criticare debolezze e fragilità e – se possibile – aiutare a superarle grazie ai punti di forza che possiede. Ancor prima significa non prendere per vero ciò che esprime un pregiudizio o uno stereotipo, ma sforzarsi di conoscere l’essenza di una persona. Perché chi si sente visto, riconosciuto ed amato per quello che è, impara ad accettarsi così com’è e questo è un passo indispensabile per cambiare. Ma è anche un bel salto di qualità nella vita di chi si sente privato della possibilità di essere amato!

Remus e Tonks: un amore oltre i pregiudizi

Qualcosa di simile accade a due personaggi della saga di Harry Potter, ossia il lupo mannaro Remus Lupin (uno dei migliori amici del padre di Harry e suo professore di Difesa contro le Arti Oscure nel terzo anno di scuola) e la metamofomagus Nynphadora Tonks (una maga capace di cambiare l’aspetto del viso a suo piacimento che lavora come Auror, ossia nella lotta alla magia oscura).

I due si conoscono e si innamorano mentre entrambi prestano servizio per l’Ordine della Fenice, un’organizzazione segreta che lotta contro il ritorno al potere di Voldemort. Ma i pregiudizi da cui è contornata la figura dei lupi mannari sono così tanto radicati nella mente dello stesso Remus che, per paura di quello che avrebbe potuto significare sposare Tonks e avere con lei dei figli da lui considerati già condannati ad un destino di emarginazione, fa di tutto per allontanarsi da lei. Tonks soffre molto per questo motivo, fino a quando non confessa pubblicamente il suo amore per Remus e gli fa comprendere che non ha paura della sua natura e non ha intenzione di lasciar vincere i pregiudizi altrui (che poi sono quelli che ha lo stesso Remus).

La loro storia (purtroppo drammatica, ma bellissima in ogni momento, proprio per la capacità di mostrare la forza dei pregiudizi anche in chi ne è vittima) è un meraviglioso esempio di accettazione totale di quello che la persona amata è. Anche quando sussistono ragioni che altri riterrebbero valide per starne alla larga.

Tonks, come anche Fleur Delacour (fidanzata di Bill Weasley, il maggiore dei fratelli di Ron, sfregiato in volto da un lupo mannaro ma non per questo abbandonato da lei), non guarda alla natura di lupo mannaro di Lupin, semplicemente lo vede e lo ama per ciò che egli è come persona. E, così facendo, aiuta anche lui a guardare a se stesso al di fuori del pregiudizio che lo sovrasta e che gli impedisce, ad esempio, di vivere con serenità l’arrivo del loro figlio. Questo atteggiamento accogliente, capace di cogliere ogni parte di chi si ha accanto, è la faccia più bella dell’amore, è l’essenza stessa dell’amore incondizionato.

Credo che ognuno di noi dovrebbe scegliere di essere come Tonks, imitare la sua capacità di guardare bellezze forse nascoste, ma di sicuro ben più importanti di ciò per cui una persona si sente sbagliata. Si tratta di scegliere con che sguardo aprirci all’altro, come accoglierlo nella nostra vita, come intessere la nostra relazione e a mio parere il suo è il modo migliore. E se si ha la sfortuna di essere colui che è vittima di pregiudizi o si sente per altre ragioni inadeguato, si tratta di imparare a dare a se stessi quello sguardo di amore ed accoglienza di cui ogni essere umano ha bisogno.

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